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È sempre un ‘iniezione di fiducia leggere una così bella e completa recensione.

Qui la recensione originale pubblicata sulla pagina Instagram di The Book Advisor

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#libriletti Come eliminare la polvere e altri brutti pensieri, di Daniele Germani Edizioni Spartaco

Tre voci narranti ci conducono in un viaggio alla scoperta di quella che, in maniera molto spesso semplicistica, è definita pazzia: un uomo, ossessionato da una nota stonata che risuona in determinati momenti della sua esistenza; una donna che, moglie e madre, ha dovuto rinunciare alla sua passione di suonare il pianoforte per dedicarsi alla famiglia; un pazzo che, dopo essere stato rinchiuso per vent’anni in un manicomio, medita di costruire una bomba per eliminare il padre.
Tre esistenze che devono fare quotidianamente i conti con quei granelli di polvere che gli appesantiscono la mente, che modificano la realtà percepita, alterandola. Granelli che devono essere puliti, spazzati via, ma che rischiano di portare via con sé anche una parte di vita di quelli che sono definiti pazzi.

Un romanzo ambientato agli inizi degli anni ’80, dopo che la Legge Basaglia decretò la chiusura dei manicomi, che riproduce le sofferenze di coloro che venivano etichettati come anormali, non solo perché malati di mente, ma anche se omosessuali o diversi rispetto agli altri, dunque puniti con la reclusione negli Istituti.

Una narrazione caratterizzata da uno stile molto elegante, morbido, in cui si alternano le vicende dei tre protagonisti che si rivelano al lettore mettendo a nudo i loro limiti, le loro difficoltà di cucire il rapporto tra la realtà esterna e quella percepita.

Un romanzo che scorre fluido pagina dopo pagina, ma che a tratti obbliga il lettore a fermarsi per riflettere sulla diversità attraverso una sorta di tour dell’altra realtà in cui, non potendosi calare completamente in prima persona, è quasi costretto a lasciarsi guidare dai protagonisti, ovvero da quei pazzi che, però, si chiedono: “Come fate a essere certi che il reale sia quello che state vivendo voi ora, adesso?”.

 

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