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Certe storie meritano di essere raccontate; una di queste è quella che mi appresto a scrivervi e fa parte di quelle storie storie semplici ma incredibili
che non hanno lo scopo e la presunzione di insegnare nulla a nessuno, se non che non esiste nulla di così talmente incredibile e improbabile che non possa avvenire in questa nostra vita.

C’è però bisogno di un piccolo preambolo. Durante i mesi precedenti alla morte di mio padre, quando lo assistetti e accompagnai verso il suo destino per tutte le sue ultime notti su questa terra, durante quelle notti insonni piene di nulla e di tanti, troppi silenzi, i pensieri si addensavano fino a fare male e dovevo trovare il modo di smaltirli un po’.

Iniziai quindi a giocare a Poker con quelle applicazioni gratuite che giravano sui social. Mi piacque e pian piano passai al poker vero, dove si giocavano i soldi. Mi scoprii abbastanza bravo e volli coltivare questa passione.

Tornato a Barcellona, creai una lega di Poker e fu un successo: era ben fatta, molto organizzata e agonistica; insomma, era di buon livello. Conobbi tante persone, ma non rimasi in contatto con nessuna di loro.

Una di queste si chiamava Vladimir, un ragazzo ucraino. All’epoca della lega aveva 18 anni. Ricordo la prima volta che lo vidi: magro, rasato, con gli occhi sfuggenti e di poche, pochissime parole. Giocavamo a poker, era questo che ci univa, con lui e con tutti gli altri.

Pian piano però le cose cambiarono e i rapporti con qualcuno fu così con dei miei compagni di poker si evolvettero e in qualche caso nacque l’amicizia. Fu così con Vlad, appunto.
Scoprii che quel ragazzo taciturno, grande pokerista, era soltanto molto timido. Con me si aprì molto e io feci altrettanto con lui. Si sviluppò un’amicizia molto forte. Quando andai via da Barcellona però, tagliai i ponti con quasi tutti e lui fu uno di quelli. Passarono gli anni, gli eventi, le persone e la memoria relegò tutta quella storia in un angolo poco frequentato della mia mente.

Tutto questo mi porta al 14 gennaio scorso, il giorno dell’inaugurazione del Roma Club Genova. Dopo l’inaugurazione fui contattato dall’UTR (che è un’associazione che collega i Roma Club alla As. Roma) che offrì possibilità di inviare una delegazione per incontrare i giocatori. Pronti, via, andiamo a quindi a Milano ad incontrare i calciatori. Foto, tutti contenti, autografi qui e lì, e ripartenza alla volta di Genova.

L’autostrada A7 che collega Milano a Genova, il 20 gennaio alle 22.00, non è che sia il posto più frequentato del mondo, ve lo assicuro.
In verità c’eravamo solo noi su quella autostrada, e solo noi anche nel parcheggio dell’Autogrill di Pavia, dove ci siamo fermati per prendere un caffè e poi ripartire. Temperatura esterna: 1 grado centigrado.

Prima dell’entrata vengo avvicinato da un tizio. Aveva lo zaino classico dei viaggiatori, con una tenda attaccata e un paio di buste piene di cibo. Mi ha detto qualcosa, ma non l’ho nemmeno guardato in faccia, e gli ho risposto solo: “No, no”.

Però lui ha insistito e mi ha chiesto: “Hablas Espanol?”
Gli ho risposto di si, non capivo dove voleva arrivare.
“Si, tu lo hablas?”. Mi rispose di si.
“De donde eres?” gli chiedo. “Barcelona”, mi risponde.
“Vivì para 5 anos en Barcelona”. E lo guardo finalmente negli occhi.

Capelli arruffati, barba lunga, ma curata, una giacca troppo leggera per quel grado centigrado della campagna vicino Pavia. Mi sorride prepotentemente. “Jugavas a Poker?” In quel momento sono andato un po’ in tilt.

Ho sgranato gli occhi e l’ho guardato bene, ma vedevo ancora solo e soltanto un tizio che forse voleva scroccarmi dei soldi che non avevo. Non riuscivo a capire la domanda riguardo il poker.
Al chè gli chiesi: “Como te llamas?”

Ormai il suo sorriso era più grande della faccia che lo ospitava.
“Soy Vladimir!”
Mi rendo conto che così scritto non può trasmettere l’emozione che abbiamo provato.

Le possibilità che questo accadesse erano forse meno di quelle di vincere due lotterie di seguito.
Ora Vlad sta girando il mondo senza meta e senza soldi, in un progetto tutto suo che va contro a tutto, ma incontro a tutti, senza elemosinare nulla con la fierezza di un viaggiatore di altri tempi.
Io sono felice che questo giorno sarà ricordato da entrambi per sempre come uno dei giorni più incredibili della nostra vita, ovunque noi saremo, ovunque lui sarà.

Per sostenerlo vi consiglio di visitare il suo canale Youtube cliccando qui

Non vi chiederà mai soldi, ma solo di viaggiare con lui.

BUON VIAGGIO VLAD!

IO E VLAD