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Ci sono vari blog e siti che recensiscono libri, ma Libriamoci è molto particolare.
In primis recensisce solo libri in cartaceo e inoltre, cosa più importante, stronca senza molti giri di parole gli autori che non sono stati di loro gradimento.

Al Manuale di fisica e buone maniere sono state assegnate 4,5 stelle su 5 e questo è stato un immenso piacere, nonché un onore.

Vi lascio alla recensione completa.

“Un libro profondo, intenso, romantico ma non mieloso, una storia che cattura il lettore perché fonde due elementi nuovi e non convenzionali per un romanzo, amore e scienza.
La forza delle parole contenute in questo romanzo è perfettamente equilibrata rispetto alla narrazione scorrevole e ricca di spunti e riflessioni autentiche e mature, frutto di menti intelligenti e intellettuali”

Qui la recensione originale di Chiara di Libriamoci

Manuale di fisica e buone maniere
Daniele Germani

“Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continuare ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”.

La chiamano l’equazione dell’amore e, in effetti, questo principio fisico è applicabile a quel sentimento che, volontariamente o non, ordina e gestisce le nostre vite, l’infinita ricerca che, insieme alla felicità, caratterizza le nostre giornate.

“ Manuale di fisica e buone maniere”  inizia con il raccontarci la storia di due bambini, lei circondata da una famiglia che è il suo “sistema solare” e da cui prende tutta la luce e le buone maniere che le vengono insegnate, e lui, incompreso e ostacolato dalla famiglia perché attratto da quella fisica che vuole capire, come l’esperimento fallito di Schrodinger, che coincide con l’inizio dei suoi studi e delle sue teorie, memorizzate e impresse su un quadernino rosso.

Ritroviamo questo ragazzo schivo e riservato in una Londra dove è fuggito lontano da tutti, dalla famiglia che l’ha sottovalutato, da una ragazza che forse, in una testa di calcoli e razionalità, aveva messo in moto un sentimento nuovo e incontrollabile, capace di spaventare e di portare lontano…fuggire!

Una Londra che è il luogo dove un incidente gli causa un’amnesia grave, dove non ricorda più nulla e nessuno e dove, essendo fuggito senza tenere contatti, nessuno lo cerca.

“Quella era la sua strada, ora. Si sentiva slegato da tutto e tutti.

A dire il vero non si sentiva legato nemmeno a se stesso. Non riusciva a capire se provasse amore per se stesso o odio. Niente. Buio completo. Gli vennero in mente ancora corpi celesti e la gravitazione intorno agli astri. Lui era come un pianeta senza stella. Non gravitava intorno a nulla. Gli uomini gravitano sempre intorno a qualcosa, come i soldi, l’amore, il successo, le altre persone. Non riescono a fare meglio di questo. Vivono un’esistenza apparentemente libera, ma, alla fine, c’è sempre un’orbita prestabilita alla quale sono costretti a fare riferimento. Gli venne in mente questo esempio come se fosse un ricordo camuffato e lontano.”

Ritroviamo lei, incapace di resistere alla fuga di quel ragazzo che, con i suoi silenzi e i gesti controllati, ha saputo schiodarla dai principi prefissati a causa del suo passato, la ritroviamo in viaggio alla ricerca di quel ragazzo che, sulle scale dell’università, ha saputo unire due menti, due scienze, la fisica e l’astronomia e, purtroppo, ha toccato corde inaspettate.

“Forse Einstein avrebbe potuto inserire anche l’affetto, i sentimenti, chissà, forse l’amore, tra l’energia, la massa e il quadrato dell’accelerazione e quindi, grazie a noi, riformulare il suo principio della relatività ristretta.”

Una ricerca di se stessi che passa attraverso l’altro, che annulla tempo e spazio e che non si arrende di fronte alla lontananza e alle difficoltà, che unisce scienza e sentimenti in una formula destinata a durare e a condizionare la vita di due persone che, per così poco tempo, hanno fatto dell’alchimia, la base di una teoria personale tutta da scoprire.

Quando la razionalità è messa in discussione dall’interiorità, quando i sentimenti comandano sulla ragione, quando un contatto è capace di far esplodere il controllo su se stessi, nulla è in grado di fermare la potenza creata dall’aura magica che si crea attorno a due “particelle umane”.

Dirac ci provò a livello scientifico, noi siamo la prova che scienza e amore coesistono al netto di formule, diagrammi ed enunciazioni.

Un libro profondo, intenso, romantico ma non mieloso, una storia che cattura il lettore perché fonde due elementi nuovi e non convenzionali per un romanzo, amore e scienza.

L’armonia creata da questi elementi e da una storia ben strutturata e carica di diversità, come la maturazione  dei pensieri, la loro elaborazione e lo sviluppo che condizionano l’evolversi della storia, la rende diversa e coinvolgente per l’unicità di ciò che ci trasmette e di ciò che resta al lettore.

La forza delle parole contenute in questo romanzo è perfettamente equilibrata rispetto  alla narrazione scorrevole e ricca di spunti e riflessioni autentiche e mature, frutto di menti intelligenti e intellettuali.

I personaggi si scoprono lentamente grazie al racconto di episodi passati e della narrazione che avviene come se fosse frutto del pensiero dei protagonisti che non hanno un nome, una provenienza certa e che riusciamo a posizionare nel tempo grazie a due piccoli ma grandi dettagli.

La prima parte è raccontata da “lui”, la seconda da “lei” e infine le due parti si mescolano per chiudere una storia che tiene incollati alle pagine.

Un libro consigliato a chiunque e per il quale non so trovare nulla che non sia perfettamente ordinato e gradevole, alla vista, alla curiosità e alla lettura.

Una storia per la mente e per il cuore adatta a chiunque voglia lasciarsi andare in un viaggio di teorie e formule che si sposano con amore e sentimento.

“Non dimenticare mai che, se saremo più veloci della luce, diventeremo invisibili ma eterni”

 

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