QUI LA RECENSIONE ORIGINALE

Di Elisa Santucci

In ‘Manuale di fisica e buone maniere’ ci sono lui e lei, volutamente senza nome. Solo lui e lei, due vite difficili con un passato duro da smaltire.
Si incontrano, si riconoscono, si perdono.

Ma come dice l’equazione di Dirac:

Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema.

Ed è questa l’essenza della loro storia.

Lei astronoma, lui appassionato di fisica che per non deludere la madre ha studiato giurisprudenza ma ha creato il suo personalissimo manuale di fisica, un quadernetto rosso con teorie a volte realistiche, a volte strampalate.

Si conoscono, si innamorano, forse, ma non riescono a darsi, la loro solitudine interiore è più forte di qualsiasi coinvolgimento.

Una storia a tratti dura, scritta sapientemente da un autore al suo primo romanzo. Una scrittura piacevole, con descrizioni quasi da film, tanto che si riescono a visualizzare i paesaggi e le situazioni narrate.

E, soprattutto, ti riesce a portare nell’anima tormentata di questi due giovani che avrebbero potuto essere felici se solo avessero osato vivere.

Se non ti troverò, potrò sempre raccontare alle mie menzogne appena nate che saremo ancora e per sempre due speranze mai smascherate, che potranno vivere ancora di illusione, carburante dei molti che si accontentano di sognare.

Eppure, chissà se mai ti troverò.

Ho paura di scoprire che non siamo altro che due mondi destinati ad orbitare lontani e contraddittori.

Nient’altro che due pianeti extrasolari, senza la loro stella di riferimento.

Due pietre che continueranno ad allontanarsi l’una dall’altra, trascinate dalla rassicurante certezza di dimenticarsi.

È un testo profondo e complesso che tratta, in particolare, l’aspetto psicologico di questi due ragazzi incapaci di vivere, se non da soli, il romanzo della scelta della solitudine, del non coraggio, dell’incapacità a non lasciarsi trasportare dalle onde.

In un linguaggio elegante e ricercato, intriso di termini e nozioni di fisica e di astronomia, senza però diventare né pesante, né nozionistico, l’autore ci accompagna, come in un viaggio, nella vita dei due protagonisti, alternandone la narrazione in prima persona.

Si legge velocemente e ti dispiace di essere arrivata all’ultima pagina.

Complimenti Daniele per questo splendido esordio.

 

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