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Chissà se continuerai a pensare che io sia l’uomo giusto, io, proprio io, che ero diventato nessuno in mezzo al nulla, quando solo tre anni fa arrivavi splendida in mezzo al tempo, fermandolo per un attimo, congelando quell’attimo necessario a farmi capire che sì, non ci sarebbe mai stata altra vita se non fosse stata insieme a te.

Chissà se continuerai a pensare che io sia l’uomo giusto, quindi, anche quando cadrò nelle debolezze che ogni vita si porta dietro, quelle mie debolezze che ancora non sei riuscita a curare tu stessa, come hai già fatto con tutte le altre, ma che vivono nascoste, infide e sempre vive nell’animo di quello che sono, una persona semplicemente e noiosamente normale. Chissà se quel giorno, quando cadrò, ci sarai ad aiutarmi a togliere la polvere dai miei errori e dalle mie incertezze.

Chissà se vivremo poi abbastanza per dimenticarlo e riderci su, come i lieto fine in quei film di cassetta e nei romanzi d’appendice che ci piacciono così poco, e se riusciremo infine a dimenticare tutto oppure a ricordarcelo e a non soffrirne troppo.

Chissà? No, non c’è spazio per il dubbio, perché sarai sempre la donna che ho avuto l’onore di incontrare in questa mia vita, che è diventata la nostra vita e allora sì che ci riuscirai.

Dovete sapere, voi che leggete, che tre anni fa incontravo la meraviglia e quella meraviglia risplendeva di sorpresa, ed era la mia sorpresa che si rifletteva in quegli occhi grigi che mi guardavano incuriositi. Quella meraviglia non fermò solo il tempo, ma fu improvvisamente luce e chiarezza.

Chissà se sarò in grado di restituirti l’amore che mi hai donato incondizionatamente, io, nessuno in mezzo al nulla, che grazie a te sbocciavo a quasi quarant’anni.

Tre anni fa entrasti nella mia vita e la mia vita divenne una strada dove incontrarla, la meraviglia, in ogni centimetro, per ogni notte e in ogni sorriso che ricevo prima di addormentarmi.

Sei vita, Marianna, sei tempo, tutto il  mio tempo, nessun attimo escluso.

25 maggio.