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Quando ero ragazzo, e parliamo dei primi anni 90, c’erano librerie ovunque. Con mia madre passeggiavamo spesso per il centro di Roma e alla fine tornavamo sempre a casa con qualche libro dei generi più svariati.
Ci infilavamo sia nelle grandi librerie che nelle piccole e, soprattutto d’estate, amavamo partecipare alle numerose fiere onnipresenti sul lungotevere o sull’Isola Tiberina.

Io non sono di Roma, ma con lei vivevamo in periferia e poi ci trasferimmo a Ciampino e spessissimo ci facevamo quel viaggetto che ci portava a goderci la serata romana a base di una grattachecca e qualche buon acquisto cartaceo.

E’ stata lei ad insegnarmi l’amore per la lettura e, di conseguenza, per la scrittura. Leggeva di tutto e in casa avevamo centinaia di volumi. Io e mia sorella siamo stati educati così e spero di poter avere lo stesso successo con mia figlia.

Poi arrivò internet e le librerie iniziarono a chiudere.
Colpa della rete? Forse, chi lo sa?
Di certo è stata colpa dei prezzi.
Gli Oscar Mondadori si vendevano a 4 mila lire, c’erano i “MILLE LIRE” (chi se li ricorda?), che poi divennero “1 UERO”, ma ebbero vita breve.
Anche Feltrinelli era abbastanza economica.

Ovviamente mi riferisco a libri di prima fascia, quindi nuove uscite o evergreen, tradotto, appetibili dal lettore e spendibili sul mercato.

I prezzi, già, i prezzi.
Oggi che sono diventato scrittore (esperienza unica, molto illuminante, ma nella vita reale sono ancora un operaio-impiegato di terzo livello) ho avuto modo di vedere come viene redistribuito il costo di un libro dalla sua stampa alla sua vendita.

Il mio costa al pubblico 15.90€, quindi (perdonatemi per l’odioso giochino del cambio euro-lire) più di 30.000 lire.

Di questi 15.90€ una parte se ne va per il giusto guadagno dell’editore, e credo sia intorno agli 8€, il rimanente per tutto il resto della filiera.
Amazon ad esempio vende a 13,52, come anche Feltrinelli, ma se hai Prime non paghi la spedizione.
Altre piccole librerie lo vendono a prezzo pieno e chiedono anche il costo di spedizione, che di solito si aggira intorno ai 2,50€.

Una cosa importante da sapere è che il costo di un libro non dipende dal numero di copie stampate, come invece poteva avvenire prima della stampa digitale. Te ne servono 6000, 30 o 1 soltanto? Il costo è sempre lo stesso, mentre, prima della rivoluzione, il concetto di “ingrosso” era identico anche per la stampa e per qualsiasi altro settore merceologico.

E voi vi starete chiedendo, immagino, qual è il guadagno di uno scrittore. Non lo so; posso dirvi quant’è il mio come scrittore esordiente.

Filosoficamente parlando il mio guadagno non è quantificabile, avendo pubblicato un romanzo e quindi nell’aver contribuito a migliorare il mondo. Chiaro, no? Sto salvando il mondo.
Concretamente è il 7% del prezzo di copertina (al quale va dedotta la sacrosanta commissione del mio agente): totale 0,80 centesimi di € (ad andar bene) per copia venduta.

Attenzione, non mi sto lamentando di questo, sia chiaro.  La gloria vale più di 80 centesimi 80.

Non c’è una morale ben precisa in quello che ho scritto. Volevo soltanto, e molto rapidamente, parlare un po’ di cosa accade quando comprate un libro di uno scrittore esordiente e dove vanno i vostri soldi, sempre che non si un’autopubblicazione (in quel caso non posso parlare per ignoranza nella materia).

O forse alla fine una morale c’è ed è questa: oggi non comprerei un mio libro se avessi solo uno stipendio e magari un figlio a carico. Insomma, io stesso non comprerei il mio libro e questa cosa dovrebbe far riflettere.
Far riflettere chi, però? Beh, questo non lo so proprio.

Un caro saluto
Daniele