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La recensione originale a cura di Selene Gagliardi  su Huffington Post –> “Quando la fisica ci insegna a vivere”

Quando la fisica ci insegna a vivere

17/01/2017

Nella meccanica quantistica l’entanglement è una teoria che dimostra come due particelle, provenienti dallo stesso campo elettromagnetico, una volta liberate, continuino a mantenere un legame tra loro. Se a una di esse avviene una qualche modifica, essa si ripercuote anche sull’altra particella.

Ci sono particelle – e persone – che donano ad altre particelle – e persone – una parte di sé, rimanendo inevitabilmente legate e determinate al di fuori di loro per tutta la vita. Altre, al contrario, hanno paura del contatto, dello scambio, della contaminazione, e rimangono incastrate dentro se stesse, circondandosi di aculei, come le istrici, per non essere avvicinate.

Ed è proprio questo il caso – e il romanzo – di Lei e Lui, la cui storia di sofferenza e di ricerca di un’identità viene raccontata dall’esordiente Daniele Germani in Manuale di fisica e buone maniere, edito dalla solida casa editrice David and Matthaus.

E la struttura del manuale, del saggio scientifico, questo libro ce l’ha davvero, procedendo lungo una serie di 4 distinte sezioni che prendono il nome da un principio della fisica. L’autore, del resto, mescida nozioni astrofisiche a indagini psicologiche ed emotive, quasi fosse un entomologo alla prese con lo studio di quello strano essere vivente che è l’uomo.

I personaggi, non a caso, non hanno bisogno di essere nominati, perché, nel loro piccolo, sono i rappresentanti di una certa tipologia esistenziale, di chi cerca il suo centro di gravità permanente – per dirla con Battiato, tra l’altro citato nel libro – ma negandosi il diritto di essere felice.

Quante volte avevo giudicato qualcuno soltanto in base a quello che mi aveva permesso di vedere di lui? Ero certa che ognuno di noi avesse una sorta di turbolenza emotiva che provocava questa rifrazione e che non ci permetteva di comprendere davvero bene quanto potessero valere gli altri. Il terrore che non fossimo i migliori, i più belli, i più luminosi, ci impediva di valutarli, di comprenderne appieno la loro brillantezza

Questa recherche proustiana della vera esistenza e dell’uscita da sé, allora, non poteva che svolgersi in una terra straniera come Londra, città immensa, brulicante di vita e al contempo alienante e nullificante. “Volevo essere un nulla in mezzo al niente” afferma Lui nel tentativo di spiegarsi il perché della sua fuga nel Regno Unito, topos perfetto per una rinascita. Nel corso del romanzo, poi, i due ragazzi si troveranno in una condizione che potrebbe permette loro una palingenesi, una rinascita, un cambiamento del proprio carattere in direzione degli altri: Lei sarà libera da legami familiari, Lui dai lacci del passato.

Esattamente come il Mattia Pascal di Pirandello, che era scappato di casa per tentare una nuova strada, con un altro aspetto e un nuovo nome, le anime di questi due ragazzi compiono un moto centrifugo dal loro io, ma senza approdare a un porto sicuro.

E poi c’è la scienza, il loro grande amore, che ha inciso profondamente sulle loro vite e che rischia di diventare la loro condanna. Perché, come insegna proprio il principio dell’entanglement, anche la scienza ha bisogno di un po’ di romanticismo per poter scaldare il cuore. Di grande rigore e precisione è anche lo stile impiegato da Germani, che riesce a mettere insieme minimalismo e precisione nelle descrizioni (anche dell’interiorità).

In Manuale di fisica e di buon maniere si sente costantemente il profumo della possibilità, della speranza, della voglia di cambiare le cose, e al contempo la puzza della paura pietrificante, della rinuncia alla scelta, dell’occasione mancata. Eh sì, perché specie nel finale diventa forte l’implicito appello dell’autore al Carpe diem di oraziana memoria, a cogliere il frutto prima che sia troppo tardi.

E in un romanzo che contagia letteratura e astrofica, tutto ciò non poteva che assumere i contorni della cometa di Halley, che ogni 77 anni torna ad essere visibile alla Terra dal sito neolitico di Stonehenge. Un’occasione da cogliere ogni 77 anni, allora, è come un’occasione irripetibile. Ma non sempre l’uomo ha il coraggio di mettersi alle spalle la turbolenza delle nebulose e guardare fisso le stelle.

Selene Gagliardi
Giornalista e scrittrice

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Il “Manuale di fisica e buone maniere” è un romanzo non auto prodotto.

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