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poi ti guardi intorno e vedi la realtà così come, come riesci a decifrarla e ti basta. Poi c’è vento e vita sparsa e casuale e comunque, a salvarti, ci sono le vite degli altri, e sono ghiotti pasti, carbone e calorie, giusto per sopravvivere e sporcarti un po’ la coscienza. certo, non sarebbe facile, non sarebbe vero, potrebbe non essere sicuro. ogni istante potresti mettere il piede in quella falla, in quella tagliola dove noi, volpi poco furbe, potremmo trovare qualche nostro fratello già morente.  guardi la notte, senza luna, senza stelle e riflessi e luccichii, e sei spaventato, sei spaventata, siete terrorizzati, ma è una scelta, una strategia, una non programmata e ben riuscita pianificazione che, troppo accurata, poi è scappata via di mano e ha creato una vita.  non restare, ma ti vogliamo. non andare, ma ci mancherai. non vivere, ma ti piangeremo. muori, ti dimenticheremo, sappilo.  non resto, non voglio essere desiderato. non andrò, non voglio essere nostalgia. non vivrò, vi lascerò le mie lacrime. non morirò, ma mi accantonerete in un angolo della memoria.  è dolce e accogliente il treno che porta alla città malfamata, nel quartiere dove certi sapori riempiono l’aria, dove imangerò sapone e i desideri si infetteranno di sogni. sarò aria e respiro allo stesso tempo. sarò viaggio e meta, scarpe e strada, e sarò su quel treno, quando saprai e quando capirai che dimenticare è facile.  ma non è più tempo di immaginare, dobbiamo viaggiare, ognuno verso la propria delusione, che niente altro è che la realtà; e improvvisamente poi, i fatti saranno memoria, la memoria sarà falsata, la verità sarà comprata ad un mercatino di periferia da intellettuali infimi e scrupolosi. saremo tutti su quel treno, ognuno con le proprie colpe, ognuno con le proprie calde pietre da portare in questo zaino ormai consunto e sfondato. saremo su quel treno, e ci sputeremo addosso, negheremo di esserci mai conosciuti, e poi ci accuseremo “sei stato tu, sei tu la causa della mia infelicità” e non sarà la verità, ma lo faremo lo stesso. e sarà giusto così.  alla fine saremo su quel treno insieme, ma scenderemo ognuno in una stazione diversa, e lì, dove scenderemo, finalmente potremo essere assolti da ogni accusa, e sarà una liberazione. lo sai che subito dopo saremo dei condannati a morte? si, lo sai. ma non moriremo di questo, almeno non oggi.