Parlo di mio padre.

Non c’è più. Oggi è il primo di novembre e avrebbe compiuto 67 anni. Se n’è andato nel 2010.

L’ho inseguito tutta la vita e lui ha inseguito me, ma mai sulla stessa strada, mai sulla stessa via di fuga. Scappavamo via da noi stessi in direzioni troppo diverse. Ci siamo sempre cercati e mai veramente trovati. Credevo che qualche colore comune e qualche pacca sulle spalle fosse tutto quello che poi alla fine veramente serviva per un rapporto normale.

Oggi, a quai 40 anni, ho finalmente stabilità. Una famiglia meravigliosa, una figlia, Nikita, e una moglie, Marianna, che sono vita, tempo. Sono ogni centimetro e ogni secondo.

Però non c’è lui. Non c’è nemmeno lei, mia madre. Ebbero la brillante idea di morire a sei mesi di distanza l’una dall’altro, lasciando macerie e detriti che solo da poco ho iniziato a spalare e riordinare.

Non c’è molto da dire; la nostra è stata una bella storia, non peggio di molte, meglio di tante altre. Sei stato presente quando serviva, sei stato assente quando ne avevo bisogno. Però sei stato mio padre e ti ho sempre rispettato e amato.

Ti scrivo dandoti del tu. Forse per scrivere a un morto serve dare del tu pubblicamente, come quando gli parlo da solo e faccio certi ragionamenti ai quali finalmente mi dà ragione, ora che può rispondere solo con i rimasugli della mia memoria.

Ogni anno lo commemoro a modo mio, non vado al cimitero da anni, non mi dà nulla, per me rappresenta un atto autoreferenziale e inutile. Però scrivo qualche cazzata da qualche parte e via, finisce lì, gesto più autoreferenziale del cimitero stesso.

Sarà così anche l’anno prossimo, forse ancora quello successivo. Prima o poi smetterò di pubblicare blog su di te e su mamma, ma oggi ancora no. Però non smetterò mai di rivalutare noi e di cercare di capire come mai sei stato quel padre che sei stato e dove ho sbagliato io come figlio e tu come guida.
Oggi sono padre anche io. Lo faccio per lei, per loro.

Ma poi alla fine lo faccio soprattutto per me stesso.

Ciao Germà, ci becchiamo stanotte, nei soliti sogni.