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passi avanti verso acqua e sabbia dove ossigeno e luce vacano. è il posto dove ci si incontra per trovare nuove domande. strade chiuse e molta luce, tutto intorno.

ci eravamo già stati, ricordi? inizia, la sabbia, ed è vita, è acqua. è viva e mescola e soffoca quello che mai avrei creduto di rivedere.

ci salvammo già una volta, si che lo ricordi, ma eravamo lì per caso e per caso ce ne andammo, quando entró in circolo la naturalezza della nostra età, la voglia di scoprire, di farsi prendere, di arrendersi alle emozioni e atteggiarsi nella luce.

ora smette di circolare e siamo ancora qui, dove il buio dá certezze, nel silenzio che dá respiro, siamo tornati dove iniziano le risposte alle domande mai fatte, o mai comprese.

torna indietro finchè puoi, lasciami solo, dammi la possibilità di vedere, di capire, di allenarmi a camminare di nuovo.  di battere e lasciare.

lasciami andare, ti ripeto, lasciamo stare, te lo chiedo.

non ci sono foglie su cui scrivere questa storia, per poi lasciare che ci vengano rubate dal vento.

non ci sono dirupi dove guardare l’infinito e lasciarsi ispirare da quel pensiero, sempre identico e scaduto.non c’è altro che distese di acqua e sabbia. senza suono mi accompagnano i miei passi. sono passi avanti, ti ripeto, passi per tornare indietro.

scrivo tutto questo per me e non per voi. scrivo questo per la mia memoria e per esserci stato. qui è l’eterno a scadenza, è la vita a progetto.

scrivo per me, per poter passar di moda e per essere un ricordo.