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e sará una musica dolce, soffice, sará un passaggio a livello di campagna aperto e incustodito, sará uno sbuffo di vapore, sará il buon oodore di caffé la domenica mattina.

saranno i nostri momenti migliori, i ricordi scelti nel tempo, levigati dal tempo, sará quella pioggia che ci bagnava e no, non ci importava nulla, sará quella mattina in spiaggia ad aspettare l’alba, infreddoliti e abbracciati, saranno quelle ore di viaggio in mezzo al nulla, con vasco nel cuore e nelle vene.

sará il nostro miglior orgasmo, quel piacevole dolore che a volte tiene sveglia la coscienza e la prudenza, sará quel confine che varcammo insieme, volandoci dentro, in quel misto di ossigeno e melma che bruciava nei polmoni.

sará il sonno che giunge lieve e che, arbitro della notte, ti costringe al futuro che incombe, sará una piuma che solletica il tuo ombelico e le tue risa e le tue grida e le tue suppliche: fermati! (continua ti prego).

sará questo asfalto bagnato, l’odore dell’estate che evapora sotto, sopra, al tuo fianco, e aspetti che tutto sia calmo, fermo, che sia stasi.

sará il vino che ho bevuto, il tabacco che ho fumato, il cibo che ho mangiato, l’acqua che mi ha ubriacato.

sarai tu, che ancora non ci sei, ma arriverai, sará un lieve cenno con la testa, un occhio che si chiude , l’altro che ti osserva.

sará lieve, morbido.

sará.

ci addormentammo.

ma non lo facemmo insieme.