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Se sono secondi o anni poco importa. Notti di dubbi e fantasie, notti di certezze e di verità, sono queste le notte che ci accompagnano, sempre, da sempre, che ci faranno compagnia per il resto della vita, per il come e il cosa, quando tutto sarà ragionevole, quando il nodo sarà spiegato, quando i giorni saranno meno difficili.

Sono le notti che non immagini nemmeno lontanamente, sono quelle notti di periferia e di polvere, sono quelle ore dove, solo con te stesso, affronti tutti i dubbi tuoi e scacci i fantasmi degli altri, mentre ripassi le leggi e riscrivi un po’ di regole.

Non ci saranno mai risposte adatte, lo sai già, ma scherzi con te stesso, mentendoti ancora una volta, fingendo che tutto sia chiaro, tutto sia perdonato e che, almeno per una volta, una sola, tutto sia più comprensibile.

Accetti anche una notte insonne, il punto di non ritorno, quando ti mancano troppe poche ore da dormire e sei troppo sveglio per morire, quando tutto è un ronzio, un rumore e nulla più.

Sono poche notti nella vita, è vero, e sono dolori che tornano a farti visita, che non vuoi parlar d’amore, ma quando mai, e nemmeno di morte, ma per favore. Sono quelle notti dove scrivere forse può salvarti, o forse far fotografie a questa luna gigantesca potrebbe forse non farti impazzire.

Sono notti profonde, queste. Notti durante le quali non puoi rivivere quello che è già dimenticato, ma nemmeno riforgiare quanto non hai poi mai creato e per terrore o codardia, nichilismo o nostalgia, resti come sordo ad ascoltare il rumore più simile a quello dei tuoi passi, che speri potrà condurti dove mai hai osato.

 

Non ho mai immaginato notti piene di risposte esatte, con tutte le domande giuste fatte al momento giusto, no, davvero, non le ho mai pretese. Ma ne avrei bisogno ora, per favore, proprio ora