é la vita che accade, mi ricorda niccoló, sussurrandolo in quattro quarti. lo so, niccoló, lo so. é davvero cosí.

due colori, niente di piú, volontá e previsioni non demolite dagli eventi.

no, non é, non é come credi, non potrei e non vorrei, non dovrei e non farei.

non saró, forse. saremo.

hai studiato la grammatica italiana? coniguare il futuro é semplice, cosí come lo é l’aspettarne uno. ancor piú facile é immaginarlo.

e poi la vita che accade accade all’improvviso. succede, tutto qui.

eri lí, tranquillo, seduto in seconda fila, coca cola fredda, patatine e qualche dolore ancora da scartare,  mentre assistevi alla proiezione dei tuoi ricordi migliori. ad occhi chiusi. film visto e rivisto. ed é allora che accade.

luce in sala.

sono passi che risuonano in un tempio dissacrato, é ridere di notte in una casa vuota, é viaggiare in una stazione senza biglietto, é asciugarsi le lacrime che non hai mai pianto. e poi gli errori che non hai commesso. e le vite che non hai vissuto. e le strade che non hai percorso.

é la spiegazione che genera confusione, la ragione che induce al dubbio. é la strada che scompare da sotti i piedi. é vertigine.

é.

erano bugie, omissioni, veritá nascoste. é poi invece é questa luce che si accende in sala, e ti accorgi che vicino a te ci sono occhi che ti fissano, che forse ti indurrano ad abbandonarti alla vita.

ti abbandonerai, e lo farai perché é successo, e pensiero improvviso, lampo, illuminante, ti rendi conto che era successo giá prima che te ne fossi reso conto.

te lo ripeti, ed é vero. e allora decidi di vivere. per nulla di meno. per niente di piú. é tutto quanto. é quanto é, e ti basta.

é, di ció che succede, il senso profondo.

e sono due colori.