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Ci sono canzoni che esprimono quello che, ci sono parole in quelle canzoni che sembrano scritte per, ci sono storie che sembrano vivere per dar ragione ai poeti, e poi ci sono menti difettose e neuroni e sinapsi e scosse elettriche che cancellano la memoria.

E alla fine che rendersi conto che tutte le notti sono insonni quando sogni sempre quel profumo, sempre lo stesso, e in quelle notti sogni di ricordare, ma poi non è così e scendere dalle bugie che ci siamo detti, che vi abbiamo detto, che mi avete detto, ed è incontrare la veritá e interrogarla, e scoprire che, si, è chiaro, sempre non è vero che non sia mai.

Ci sono notti dove tutto sembra più lontano, e in quelle ore scure i “come” e i “cosa” e i “perchè” sono veri santi, non come quelli lì, di legno e chiodi arruginiti, ma sono santi veri, fatti di luce, che ti fanno credere, e ti fanno spegnere quella luce che era rimasta accesa troppo tempo.

Ci sono giorni dove minuti passano come se fossero ore, e ore che danno del tu al tempo, e coraggio e follia e terra e acqua, niente di più vero. “Fra due ore starò già meglio”, tra due ore andrò a confondermi con la gente, e tornare a respirare ancora una volta come avevano deciso che avrei dovuto. Non è questo il giorno, non è questo il momento di guarire, di cambiare, di aggiornare nulla.

Ci siamo infine tu e io, io e tu e c’è lui, lei, ci sono loro, ci sono gli altri. Ed è ora di guardarti nei capelli, e vedere cosa abbiamo lasciato, cosa c’era da levare e che così non è stato. Ci sono momenti da ricordare, sepolti in giorni da dimenticare.

C’è tutto questo in questa giornata di vapore e cielo e vento e sabbia che non sará mai castello dove rifugiarsi. Lo so e ce ne rendiamo conto.

Lo sappiamo e voliamo via, lontano, in cucina, a prendere quel poco che resta da vivere di questa linea della vita, che domani sará ancora da percorrere e lo faremo con coraggio, perchè chissá chi si ricorda quando non ne avevo più, ma oggi si, oggi è una curva, è solo curvatura in questa retta finita.