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Un cappotto color blu, sciarpa e guanti e quel calore. Un Burberry comodo ed elegante. Andatura calma e ragionata.

Confondersi in mezzo al freddo della sera. Ancora non è notte, ancora no. È sera, quasi. Un padre torna a casa, in quella casa dove aveva un figlio, l’ha odiato, è quello che poi è morto. Ha pane caldo e tasche vuote, ma è sempre un padre senza figlio.

È sera in città, l’orizzonte è colmo della notte che regale si avvicina, della notte che è in arrivo. È sera, e le strade son passi e smog, autobus e polizia.

È tutto illuminato, in città, il progresso e  la tecnologia, l’ordine e l’amore, ed è sfida alla morte, o è sfida alla vita?

È sera, tutto intorno, niente altro che sera. Tornano i quotidiani della cena, e le notizie non son buone. Son notizie, son da sempre lì a scandire di quell’ordine e di quel progresso. Ordine e progresso! Ordine e disciplina!

Batti forte, se ci sei, batti forte se ti sei mai chiesto cosa fosse quel rumore, cosa fosse quella luce, quella lama, quel bagliore.

È sera e c’è del vino a casa mia. C’è del freddo a casa mia. C’è del nuovo a casa mia.

È tutto intorno, mentre ti parlo, che nasce quindi “la notte!” ed è ovunque, è tutta intorno a noi. Era sera, era ieri, quando era, quando sola, ormai, ti aggrappavi al giorno e a me.

Un cappotto a tua misura, color blu.