Tag

, ,

butterò questo mio cuore oltre le stelle e senza passare per la stazione, scrivevi, e non avrò paura, e ci proveremo, e tenteremo di farlo senza passare per una stazione che affollata com’è potrebbe impedirci di prendere il nostro treno.

ci proveremo, andremo lì a vedere cosa fan tutti coloro che si son congelati, surgelati, che stanno lì a guardare e aspettare e vedere cosa accade e non hanno paure perché poi, in fin dei conti, non sanno cos`è nemmeno cos`è la paura.

 

butteremo il nostro cuore oltre le stelle, ce la faremo, e poi forse riusciremo ad essere, a vivere, a dimostrare a noi stessi che vale la pena far finta di volare e che poi vivere tranquillamente, milleecento al mese, tranquilli, senza terremoti, senza voler scoprire come si costruisce un futuro, è davvero la migliore delle vite possibili.

il mio futuro è precipitato, non si è costruito, me l’hanno presentato, me l’hanno consegnato, senza soddisfatti o rimborsati, che proprio non ce n’è, senza doveri e alcuna garanzia.

il futuro che nessuno o che tutti vorrebbero. confezionato, pronto, senza sforzi. tendi la mano, tendile entrambe, sono vuote, non ci saranno altre offerte, questo è da comprendere, da capire, da fissare; non sperare, non speriamo che ci siano tempi morti tra noi vivi.

il futuro è già, il futuro è gratis, e non c’è bisogno di cercare altro. ora dobbiamo riempire le righe tra le righe, le scritte in piccolo, le clausole a piè di pagina, i dettagli.

ascolto e ripeto, che le mie chiavi di casa puoi tenertele tu; per trovarmi una stanza in affitto non mi servono più. sarà che mi vedrai nascondermi durante il temporale, e rialzare la testa e bestemmiare quanto torna il sole.

lo scrivi e ci credo. ascolto e vivo ancora un po’ con la speranza che potrò quanto meno scrivere qualcosa su questo mio futuro che non ho scelto che non sono stato in grado di costruire ma che mi ha travolto che mi ha trovato che mi ha tramortito.

ci sono ore più buie delle altre ed è lì che mi troverete; esistono notti più fredde, e mi scalderò in quei ricordi che non ci sono più; ci sono strade più dritte della noia, ed è proprio in quelle che correrò più veloce.

chissà se poi sarà così. se son solo secondi sprecati su questo foglio, se sono capelli che cadono e che vengono strappati via dal vento.

sono io, sono ancora io, io e l’altro me stesso; due compagni di viaggio, che non dovrebbero lasciarsi mai, quando si inizia un viaggio

ma quando e come inziare il viaggio è il vero problema. se poi non è mai iniziato, allora brucia, è delusione vera.

ci sono e non ci sarò più, ci siamo e non sappiamo. iniziamo a viaggiare.

forse.