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Restare, affidandosi a parole incise su plastica, a parole che l’elettricità porta a te e le rende vere, questo il destino di chi crede e crede di.

Questo il destino, che alla rima preferisce prosa e righe tra le righe e che il vento, lieve, porta con se. proferire la non certezza, promettere incauti equilibri, rinunciare all’ossigeno che credi vitale.

Ma questo è il destino, questo è il destino delle parole incise su plastica, sulla plastica e nella luce, scritte da altri cuori, elaborate da altre mani e ripetute quasi a vergogna, quasi a convincersi che siano proprie, che siano nostre, e adeguate.

In fretta e fluidi, ed è paura e millanteria, è spacciare sicurezza per volontá; è volare alto senza grandi ali, è vincere il terrore e lasciare il bordo amico, verso un perchè, un chissà, non sono io ad essere lieve.

Niente è tutto e qualcosa è il nulla. è sentir cader la neve se agosto poi è alle porte, è vedere lo scoglio se si naufraga nella notte, è sorridere in un sogno se si viene mal destati.

La notte è alle porte e la verità è sulle labbra, mai pronta, sempre vigile; vive poi di questo, una parola incisa sulla plastica.