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è un flash, un’immagine che spiega tutto, o almeno una parte, però quella parte importante, quella che conta, quella vera.

è quel momento che non è ancora arrivato, è quando devi romperti ma non accade, è quando tieni duro da troppo tempo perchè non puoi disintegrarti, è quando ti guardi indietro ed è tutto ancora intero, ma essere interi è il peggior male che ti possa accadere.

doveva accadere, non è successo. doveva rompersi qualcosa, qui dentro, ma si è solo incrinato.

non ho più pianto, dal 2 maggio 2010. mai più. io che mi commuovevo con un film in particolare, un film niente di che,  che ogni volta mi lucidava l’anima.

Oppure con quella canzone, “l’arcobaleno”, che mi ricordava quell’amico che non c’è più e che è diventata colonna sonora della mia vita, dopo il 18 novembre 2009.

io che mi commuovevo con le pubblicità e con i vecchi per strada, con le parole “scusa” e “ti amo”.

io che ero un anima banale e semplice, niente di che.

io che oggi non piango più, da quattro anni.

per niente.

ho sorriso, invece di piangere, ho rassicurato, invece di urlare.

ho rallentato ma non sono mai sceso.

ecco cos’è, eccolo.

ecco cos’è quel magone che vive qui, ormai da tanto di quel tempo che sembra “sempre!”.

 

dovevo rompermi.